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Manihot esculenta
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La mwbamanioca (mwbqmwbgManihot esculenta mwbwmwcaCrantz, 1766), anche nota come mwcqcassava o mwcgyuca, è una pianta della mwcwfamiglia delle mwdaEuforbiacee originaria del mwdqSudamericacite-ref-powo-1-0[1].

È un arbusto perenne coltivato per le sue mwewradici mwfatuberizzate commestibili, molto ricche in amido e prive di mwfqglutine, che costituiscono una parte importante della dieta quotidiana di molte popolazioni, soprattutto africane, tra le mwfglatitudini 30° Nord e 30° Sud. La radice viene preparata e cucinata in moltissimi diversi modi; tra l'altro, se ne ricava una mwfwfecola nota come mwgatapioca.

La specie è coltivata in gran parte delle regioni mwggtropicali e subtropicali. Con una produzione stimata dalla FAO per il 2020 in 303 milioni di tonnellate ottenute su 28,2 milioni di ettari,cite-ref-faostat-2-0[2] la manioca è la terza mwhwcoltura alimentare più importante nelle aree tropicalicite-ref-afedraru-2019-3-0[3] dopo mwjariso e mwjqmais, e la sesta al mondocite-ref-4[4], e una delle principali fonti di cibo per molte popolazioni dell'mwkgAfrica sub-sahariana.cite-ref-5[5]

Coltura relativamente poco esigente, si adatta a quasi tutti i tipi di rotazioni e sequenze di colture e di consociazioni e può essere coltivata in sistemi estremamente diversi. Ciò la rende molto adatta alle strategie di mwmagestione del rischio degli agricoltori che, in sistemi colturali caratterizzati da basso impiego di manodopera, devono fare i conti con suoli a limitata fertilità e condizioni climatiche, economiche e politiche altamente incerte. Inoltre, la raccolta è molto plastica e dura da sei a ventiquattro mesi, rendendo quindi le radici disponibili tutto l'anno e garantendo così una buona produzione per i periodi di magra. Oltre alla radice, le comunità coltivatrici ricavano combustibile dai fusti e foraggio dalle foglie. In alcune regioni, anche le foglie giovani sono una fonte significativa di mwmqproteine e di mwmgvitamine. Capace di fornire un importante contributo alla sicurezza alimentare e alla riduzione della mwmwpovertà, è sempre più parte di una catena del valore orientata all'approvvigionamento delle mwnacittà e dell'industria. Di fronte ai cambiamenti globali e in particolare al mwnqriscaldamento globale, questa pianta ha caratteristiche di resilienza che potrebbero aumentare ulteriormente la sua importanza nei paesi tropicali.

Contents

Storia
Usi
Note

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Storia

Si ritiene che la manioca derivi dalla mwpwsottospecie mwqaflabellifolia, proveniente dal mwqqBrasile centro-occidentale. In quest'area la manioca viene coltivata probabilmente da non meno di 10.000 annicite-ref-6[6]. Il ritrovamento di mwrgpolline nel mwrwsito archeologico di San Andrés dimostra la presenza della manioca nel mwsaGolfo del Messico 6.600 anni facite-ref-7[7]. La più antica prova certa della sua coltivazione è stata trovata nel sito mwtqMaya di mwtgJoya de Cerén, in mwtwSalvador, e risale a 1.400 anni facite-ref-8[8]. Con il suo alto potenziale nutritivo, essa era già un mwvaalimento di base per le popolazioni originarie del mwvqSudamerica settentrionale, della Mesoamerica meridionale e dei mwvgCaraibi, al tempo del primo contatto con gli europei nel 1492.

La manioca era un alimento di base delle mwwaciviltà precolombiane nelle Americhe ed è spesso rappresentata nelle arti indigene pre-colombiane. I mwwqMoche la dipinsero spesso nelle loro ceramichecite-ref-9[9].

Gli spagnoli, durante la loro occupazione delle isole dei Caraibi, consideravano mais e manioca inconsistenti, pericolosi e non nutrienti, preferendo cibi a loro più familiari, come il pane bianco di farina di granocite-ref-10[10]. Inoltre, la farina di manioca non poteva essere utilizzata per la mwywcomunione e divenire Corpo di Cristo, in quanto «La farina di grano era il simbolo della cristianità stessa» e l'era coloniale del catechismo stabiliva esplicitamente che solo il fior di farina poteva essere usatocite-ref-11[11]. Ciononostante, la coltivazione e il consumo di cassava continuarono e la produzione di massa di pane di manioca fu la prima industria mwaacubana creata dagli spagnolicite-ref-12[12]. Così poté essere garantita l'alimentazione degli equipaggi delle navi che partivano, cariche di merci, per l'Europa dai porti cubani di mwbqL'Avana, mwbgSantiago di Cuba e mwbwBaracoacite-ref-13[13]. Si registravano problemi intestinali, a bordo, pare a causa della qualità della farina cubanacite-ref-14[14].

La manioca fu introdotta in Africa dal Brasile da mercanti portoghesi nel XVI secolo. Nel medesimo periodo essa venne introdotta in Asia con il cosiddetto mweqscambio colombiano da mercanti portoghesi e spagnoli e piantata nelle colonie di Goa, Malacca, Indonesia orientale, Timor e delle Filippine. Il mwegmais e la manioca sono oggi importanti alimenti di base, che hanno rimpiazzato i raccolti originari africanicite-ref-15[15]. Essa è anche diventata un alimento importante in Asia, coltivato estensivamente in Indonesia, Thailandia e Vietnamcite-ref-16[16]. La manioca è talvolta descritta come il "pane dei tropici"cite-ref-17[17], da non confondere con mwhwmwiaEncephalartos, mwiqcon mwigArtocarpus altilis o con mwiwTreculia africana.

Descrizione

Pianta arbustiva, perenne, mwlgdicotiledone, alta da uno a cinque metri, ha rami fragili a scorza liscia. Le foglie sono semplici, alterne e caduche, costituite da lembi multilobati (da 3 a 9 lobi), lunghi da 10 a 20mwlw cm e attaccati allo stelo da mwmapiccioli lunghi fino a 30mwmq cm. I mwmgfiori unisessuali sono raggruppati in mwmwinfiorescenze con fiori maschili in alto e femminili alla base. Il mwnafrutto è una capsula contenente tre mwnqsemi. Poiché i semi germinano con difficoltà, per la produzione, si usano le mwngtalee prelevate dalla coltura precedente. A contatto con il mwnwterreno umido, la talea emette mwoaradici nodali e basali. Ogni radice primaria è un potenziale sito per immagazzinare riserve di mwoqamido, che iniziano ad accumularsi già dalle prime settimane di vita. Le radici, tuberizzate e fascicolate, lunghe fino a un metro, sono di colore scuro, biancastre e fibrose all'interno. In genere cilindriche, ma molto variabili per dimensioni e forma, con un contenuto di amido del 20-40%. Ogni pianta produce normalmente 5-10 tuberi, generalmente lunghi 30–45mwog cm, con un diametro di 5–15mwow cm e del peso di 900 – 2.300 grammi. Le cultivar differiscono in rapporto alla distribuzione dell'mwpaacido cianidrico (HCN) nelle radici: presente in quantità variabile in tutta la radice delle cultivar amare, esso si trova solo nella corteccia di quelle dolci. La manioca è dotata di meccanismi fisiologici che le consentono una notevole resilienza agli stress idrici, ma l'eventuale carenza idrica determina una limitazione della crescita e una riduzione della sintesi dell'amido. La resa ottimale si consegue con 1.200 - 1.500mwpq mm di mwpgpioggia (non è quasi mai irrigata), a una mwpwtemperatura media di 23-24mwqa °C, con due - tre mesi di stagione secca. Il periodo di luce ideale si colloca intorno alle 12 ore al giorno. Relativamente plastica rispetto alle condizioni edafiche, si adatta praticamente a tutti i tipi di terreno, eccettuati quelli con eccessi idrici, preferendo quelli debolmente acidi. Una tessitura del terreno leggera facilita lo sviluppo e, poi, lo sradicamento alla raccolta. Risponde bene a buone condizioni di fertilità, con rese che possono superare le 60 t/ha in terreni ricchi o con sufficiente concimazionecite-ref-le-manioc-entre-culture-alimentaire-et-fili-re-agro-industrielle-18-0[18].

Produzione e scambi internazionali

Nelle tabelle qui sotto sono presentati i dati di produzione relativi al 2020, l'anno più recente per il quale la FAO mette a disposizione i dati sulla produzione agricola mondiale.

In quest'anno, 95 paesi hanno prodotto 303 milioni di tonnellate su 28,2 milioni di ettari, con un resa per ettaro di 10,7 tonnellate. mwtaNigeria, mwtqRepubblica Democratica del Congo, mwtgThailandia, mwtwGhana e mwuaIndonesia contribuiscono per oltre 50% della produzione. L’Africa rimane la regione con la più importante produzione (64%). Cambogia e Indonesia vantano le rese più elevate: 30,1 e 26,1 tonnellate per ettaro rispettivamente, ben al di sopra della media mondiale di 10,7 t/ha. Nell'ultimo quarto di secolo, la produzione di radici è raddoppiata (con significativi incrementi in Africa e contrazioni in Asia), a fronte della triplicazione della superficie coltivata e della relativa diminuzione delle rese (-30% a livello globale)cite-ref-faostat-2-1[2].

Gli scambi internazionali di prodotti non lavorati, con importazioni complessive di sette milioni di tonnellate, riguardano esclusivamente prodotti disidratati. Tra gli esportatori primeggiano Thailandia e mwvgLaos, tra gli importatori, mwvwCina, Thailandia e mwwaCorea del Sudcite-ref-faostat-2-2[2].

mwxgTabella 1 - I 10 maggiori produttori di manioca nel 2020cite-ref-faostat-2-3[2]

| Paese | Superficie | Resa | Produzione | Peso |
|---|---|---|---|---|
| | Milioni di ha | Tonn./ha | Milioni di tonnellate | % |
| Nigeria | 7.738 | 7,8 | 60.002 | 19,8 |
| RD del Congo | 5.036 | 8,1 | 41.014 | 13,6 |
| Thailandia | 1.427 | 20,3 | 28.999 | 9,6 |
| Ghana | 947 | 23,0 | 21.812 | 7,2 |
| Indonesia | 702 | 26,1 | 18.302 | 6,0 |
| Brasile | 1.214 | 15,0 | 18.205 | |
| Vietnam | 524 | 20,0 | 10.488 | |
| Angola | 917 | 9,6 | 8.782 | |
| Cambogia | 255 | 30,1 | 7.664 | |
| Tanzania | 1.040 | 7,3 | 7.550 | |
| Mondo | 28.243 | 10,7 | 302.662 | 100,0 |

mwatiTabella 2 - La produzione di manioca nel mondo nel 2020cite-ref-faostat-2-4[2]

| Paese | Superficie | Resa | Produzione | Peso |
|---|---|---|---|---|
| | Milioni di ha | Tonn./ha | Milioni di tonnellate | % |
| Africa | 22.461 | 8,6 | 193.625 | 64,0 |
| Americhe | 2.020 | 13,3 | 26.921 | 8,9 |
| Asia | 3.740 | 21,9 | 81.865 | 27,0 |
| Oceania | 21 | 11,7 | 251 | 0,1 |
| Mondo | 28.243 | 10,7 | 302.662 | 100,0 |

Coltivazione

La manioca è coltivata per le sue radici tuberizzate, ricche di amido, che costituiscono una parte importante della dieta quotidiana di molte popolazioni, soprattutto africane, tra le mwawclatitudini 30° Nord e 30° Sud, con precipitazioni annuali che variano da 600mwawg mm a oltre 4.000mwawk mm, distribuite in una o due stagioni. Dotata di grande plasticità rispetto alle condizioni ambientali, si adatta molto meglio della maggior parte delle altre colture a suoli degradati e a periodi di mwawosiccità. Trova le condizioni più favorevoli nella fascia equatoriale, dove può essere coltivata fino a 2.000 m di altitudine. La manioca svolge un ruolo socioeconomico di rilievo in quanto importante fonte di cibo, di mwawsforaggio e di reddito a livello familiare, grazie alla vendita delle eventuali eccedenze di produzione, pur richiedendo poche cure durante la crescita, ad eccezione del controllo delle infestanti durante i primi mesi, con un fabbisogno di manodopera agricola più basso di tutte le colture tropicali di base. Inoltre, sotto il profilo agro-economico, presenta ulteriori vantaggi: le sue parti economicamente pregiate non sono necessarie per la riproduzione, che avviene per talea; finita la raccolta, il terreno rimane smosso quanto basta per la coltura successiva e, se trasformata in prodotti secchi, può essere immagazzinata e conservata con relativa facilitàcite-ref-19[19]. I principali vincoli nella produzione sono le superfici ridotte, la bassa fertilità del suolo e la malattia del mosaico. Inoltre, la sua coltivazione in terreni leggeri con pendenze eccessive può originare fenomeni di mwaxaerosione anche gravi, in ragione dei lunghi tempi di copertura del terreno da parte delle giovani piante. Buone pratiche agronomiche (ridotta spaziatura tra le piante, piantumazione secondo le curve di livello, mwaxeconsociazionecite-ref-20[20] e lavorazione ridotta), utilizzate da sole o in combinazione, possono ridurre l'erosione del 50-90%cite-ref-21[21]cite-ref-22[22].

Agricoltura tradizionale

La manioca è spesso coltivata in ambienti fragili, come sui pendii e ai margini delle foreste. Ha la reputazione di esaurire le riserve di nutrienti del suolo e di causare una grave erosione, quando viene piantata sui pendii. La maggior parte della manioca è prodotta da piccoli agricoltori che vivono in ambienti marginali e fragili in Africa, Asia e America Latina, su terreni molto acidi e sterili (spesso inclini all'erosione), dove altre specie non crescerebbero bene. Presso i piccoli e medi agricoltori la manioca è generalmente in coltura pura, se destinata al mercato o all'industria e associata a mwayacereali (mwayemais, riso pluviale ed altri), mwayileguminose (mwaymarachidi. mwayqfagioli, niébé), piante da mwayuorto, ecc.) o anche giovani piantagioni (palme da olio, alberi della mwayygomma, ad esempio in Cina e in mwaycVietnam), quando prodotta per autoconsumo. Può aprire o chiudere la mwaygrotazione colturalecite-ref-23[23] e precedere o seguire il mway0maggese a seconda dei sistemi colturali, delle condizioni di fertilità del terreno e dei fabbisogni delle famiglie coltivatrici. In gran parte delle pianure africane la manioca viene coltivata con il sistema taglia e brucia, di solito come ultimo raccolto in una rotazione, dopo il mais, niébé e il riso pluviale, e prima del maggese. La manioca è generalmente l'ultima coltura nella rotazione perché offrirà comunque una resa ragionevole su terreni poveri di sostanze nutritivecite-ref-proceedings-24-0[24].

La scelta della mwazmcultivar dipende dal sistema colturale (pura o associata), dalla resistenza ai virus, dalle abitudini alimentari e dal mercato. In genere, per consumo si prediligono cultivar dolci con ciclo inferiore all'anno, con elevato contenuto di sostanza secca e buona regolarità nel peso individuale delle radici (da 400 a 800 g).

L'impianto avviene all'inizio della stagione delle piogge, periodo che garantisce il miglior avvio e la crescita più rapida della coltura, ma dove le precipitazioni sono ben distribuite, può essere piantata – e dunque raccolta - in qualsiasi momento dell'anno. La preparazione del terreno è generalmente eseguita dopo aver pulito l'appezzamento con il taglio e l'interramento o la combustione di erbe infestanti o dei residui della coltura precedente, con la mwazuzappa, talvolta con l’uso di mwazyaratri a traino animale e non supera dunque i 20–25mwazg cm di profondità. La domanda di nutrienti riguarda principalmente mwazkazoto e mwazopotassio, da somministrare eventualmente all'inizio del ciclo colturale. La mwazsfertilizzazione, alla quale la coltura generalmente risponde bene, è relativamente poco praticata. I produttori tradizionali limitano l'impiego eventuale di prodotti chimici quali fertilizzanti o mwazwpesticidi alle colture da reddito, che possono coprire le spese sostenute. Così, la manioca beneficia talvolta degli effetti residuali della fertilizzazione somministrata a tali colture, quando coltivate in associazione.

Nel sistema mwaz4contadino, le talee sono prelevate da un vecchio appezzamento in produzione. Come tutto il materiale di propagazione vegetativa, esse possono trasmettere agenti mwaz8patogeni e mwaaaparassiti ed è dunque opportuno assicurare la rigorosa selezione delle piante e un trattamento fungicida-insetticida. Lunghe in genere 20 – 30mwaae cm o con quattro o più nodi, le talee sono prelevate dalle parti ben lignificate delle piante madri. La densità di impianto e la spaziatura variano soprattutto a seconda della cultivar, del sistema di coltura, della fertilità del suolo e della destinazione d'uso. Le densità variano tra 10.000 e 20.000 piante per ettaro (in coltura pura), gli intervalli tra le file generalmente variano da 80 a 120mwaai cm e l'interlinea da 60 a 100mwaam cm. La talea può essere piantata, tra i cinque e i dieci centimetri di profondità, con diverse inclinazioni (verticale, obliqua, orizzontale) a seconda delle condizioni ambientali e delle tradizioni locali. L'impianto orizzontale su terreno piano è, di regola, praticato nei terreni ben drenati; alla mwaaqrincalzatura si provvede nel caso di terreni esausti o troppo umidicite-ref-le-manioc-entre-culture-alimentaire-et-fili-re-agro-industrielle-18-1[18].

Per il controllo delle erbe infestanti, è determinante la scelta della cultivar, delle colture associate e della densità di impianto. La copertura del terreno è lenta e sono necessarie da una a tre scerbature; il controllo chimico dà ottimi risultati. In Africa, il mwaaodiserbo manuale richiede più di trenta giornate per ettaro.

Le malattie virali di maggiore impatto economico sono il Mosaico della Cassava e il Virus della Streak Brown della Cassava, trasmesse sia per talea che dalla mwaawmosca bianca del tabacco. Il controllo dei virus si consegue mantenendo le piante libere da agenti patogeni e con la selezione di cultivar resistenti. La malattia batterica più dannosa è la batteriosi vascolare. I metodi più efficaci ed economici rimangono l'impiego di cultivar resistenti o tolleranti, l'utilizzo di materiale vegetativo sano, il rispetto delle buone pratiche colturali e il controllo biologico. In alcune aree, mwaa0roditori, mwaa4scimmie e mwaa8cinghiali possono causare danni anche gravi: talvolta, per scoraggiare questi predatori, i coltivatori piantano manioca amara intorno agli appezzamenti di manioca dolce.

La raccolta avviene a dieci - dodici mesi per il consumo diretto e da 18 a 24 mesi per l'industria. Le rese ottimali si ottengono da coltivazioni di 12 a 20 mesi. Le rese variano da 5 a 15 t/ha, in condizioni normali, ma possono scendere fino a 3 t/ha su terreni poveri senza fertilizzazione, e possono raggiungere le 60 t in terreni fertili. Il contenuto in mwabesostanza secca delle radici è più elevato nella stagione secca, quando però la compattezza del terreno rende più problematico lo sradicamento. Da un ettaro di manioca si possono ottenere anche talee selezionate sufficienti per piantare 3-4 ettari; dopo la raccolta, i fusti vengono conservati in un luogo asciutto fino alla successiva seminacite-ref-25[25]cite-ref-26[26]cite-ref-27[27].

Occorrono 100-120 giornate di lavoro per coltivare un mwab8ettaro di manioca. Questo non include il gravoso lavoro di essiccazione e di trasformazione in farina, che spetta tradizionalmente alla donna.

Agricoltura moderna

La meccanizzazione delle tecniche di coltivazione è limitata. Esistono poche grandi piantagioni semi-meccanizzate in mwaciIndonesia, mwacmMalaysia e mwacqBrasile, tra gli altri. La mwacumonocolturacite-ref-28[28] è, in questi casi, di regola.

Nelle coltivazioni motorizzate su appezzamenti di grandi dimensioni, la preparazione del terreno viene effettuata con uno o due passaggi di mwacsaratro, eventualmente preceduti da mwacwripuntatura su terreni compatti, seguita da mwac0erpicatura. in Brasile, si impiegano per la piantumazione di un ettaro da due a sette ore. Per la piantumazione diretta senza lavorazione preliminare del terreno, sono spesso necessari interventi localizzati di ammorbibimento sulla linea di impianto per favorire lo sviluppo delle radici.

Nella coltivazione intensiva è necessario compensare le esportazioni di nutrienti con somministrazioni regolari di fertilizzanti. La manioca rimuove infatti notevoli quantità di mwac8nutrienti dal terreno. Con una produzione di 25 t/ha di radici vengono asportate le seguenti quantità di nutrienti: di 53,5mwada kg di azoto, 26,3mwade kg di fosforo, 105mwadi kg di potassio oltre a 17,2mwadm kg di calcio e 9,75mwadq kg di magnesio. Il potassio è spesso il fattore limitante. La corretta pratica di concimazione dipenderà dal terreno in questione (e da altri fattori limitanti, come le precipitazioni), ma una raccomandazione di base generale è di utilizzare circa 500mwadu kg/ha di fertilizzante completo (NPK) 12:12:18. In condizioni di terreno sfavorevoli, una concimazione adeguata può triplicare o quadruplicare le resecite-ref-root-crops-29-0[29], che variano col variare della durata del ciclo, della natura del terreno e del clima. Il diserbo meccanico a trazione animale o meccanizzato mediante utensili a denti o dischi è generalmente possibile fino al terzo mese, purché le piante siano sufficientemente flessibili (da 1,0 a 1,5 m di altezza), in modo da non essere troppo danneggiate dal passaggio degli attrezzi. Il mwadodiserbo chimico può rappresentare una valida alternativa.cite-ref-le-manioc-entre-culture-alimentaire-et-fili-re-agro-industrielle-18-2[18]

La raccolta della manioca è difficile da meccanizzare, per i vincoli rappresentati dalla forma e dalla distribuzione delle radici nel terreno e dalla profondità a cui si trovano. Esistono lamine rigide e flessibili, che lavorano alla profondità di 40–50mwaea cm, rompendo il terreno e smuovendo le radici, che poi sono raccolte a mano. Queste raccoglitrici meccaniche hanno rese di circa sei ore per ettaro, con perdite spesso elevate. In mwaeeMalaysia, è in uso una macchina per la raccolta della manioca che scava le radici e le carica in un rimorchio al seguito. Nelle piantagioni le rese di 30-40 t/ha sono normali e con cultivar selezionate ad alto rendimento possono superare le 50 t/ha. Rese di 40-50 t sono normali in mwaeiAfrica centrale, in mwaemMadagascar, in Indonesia e in Brasile.

Occupazione e ripartizione dei ruoli all'interno della famiglia coltivatrice

In Africa, la manioca è una coltura ad alta intensità di manodopera, coltivata con attrezzi manuali tradizionali da piccoli produttori, per consumo familiare e per la vendita delle eccedenze. Sia gli uomini che le donne sono impegnati in tutte le operazioni, dalla preparazione del terreno alla raccolta; la lavorazione della manioca su piccola scala è appannaggio delle donne, sebbene la maggior parte delle attrezzature meccanizzate siano gestite da uomini. Le donne svolgono un ruolo preponderante anche nella commercializzazione, talvolta comprano la coltura o il prodotto dai mariti e da altri agricoltori e li commercializzanocite-ref-cassava-development-in-nigeria-30-0[30]cite-ref-gender-participation-and-constraints-31-0[31].

In America centrale e meridionale, la manioca, un tempo coltura di sussistenza, è oggi coltivata principalmente come coltura da reddito. La preparazione del terreno è eseguita meccanicamente, la semina e la raccolta sono manuali, comuni l’utilizzazione dei fertilizzanti e dei pesticidi. La partecipazione delle donne si concentra sulla lavorazione e sulla vendita dei prodotti, mentre minore è la loro partecipazione alle operazioni di piantumazione, controllo delle erbe infestanti, fertilizzazione e raccolta. Minimo è il loro coinvolgimento nella preparazione del terreno, nel controllo dei parassiti e delle malattie e nelle modalità di affitto dei terrenicite-ref-cassava-in-the-caribbean-region-32-0[32].

In Asia, le operazioni possono essere completamente manuali, parzialmente meccanizzate o con traino animale, in particolare la preparazione del terreno, la semina e la raccolta; il diserbo è ancora manuale, ma l'uso di erbicidi sta diventando popolare. La maggior parte delle operazioni sono eseguite da entrambi i sessi. Sebbene le donne siano meno coinvolte nel processo decisionale sulla produzione di manioca e sugli investimenti agricoli complessivi, esse svolgono un ruolo importante nella produzione e nelle attività post-raccolta.

Servizi di appoggio alla produzione

Il Centro Internazionale di agricoltura tropicale - CIAT, in mwafyColombia, impiega oltre 300 scienziati e dispone di una grande raccolta di cultivar. Per l'mwafcAsia, il CIAT ha creato una filiale a mwafgBangkok, in mwafkThailandia. In Africa, l'Istituto Internazionale di Agricoltura Tropicale – IITA, (mwafoNigeria), offre cultivar adattate a diverse condizioni edafo-climatiche e sistemi di coltivazione. Ai mwafsCaraibi, i principali istituti che lavorano per promuovere il miglioramento della produzione e della produttività della manioca sono l'Istituto caraibico per la ricerca e lo sviluppo dell'agricoltura - CARDI e l'Istituto Interamericano per la cooperazione agricola - IICA. In mwafwEuropa sono attivi il Centro di cooperazione internazionale di ricerca agronomica per lo sviluppo – CIRAD e l'Istituto per lo sviluppo – IRD, in mwaf0Francia; l'Università Cattolica di Lovanio in mwaf4Belgio e l'Istituto per le risorse naturali - NRI in mwaf8Gran Bretagna. Esistono poi numerosi programmi nazionali coinvolti nella creazione e diffusione delle cultivar.

Sicurezza alimentare

Nelle regioni tropicali e subtropicali, la manioca è una coltura importante per la sicurezza alimentare e per l'industria. Formidabile produttrice di calorie e proteine (se si includono le parti aeree) per unità di terra e di lavoro, è la terza fonte di energia, per consumo umano nel mondo, dopo il mais e il riso. Coltivata in un centinaio di paesi tropicali, rappresenta una componente fondamentale della dieta per oltre 800 milioni di persone - di cui 500 milioni in Africa - e la sua produzione è in costante aumento. In queste regioni, la manioca è molto più produttiva dei cereali, soprattutto in suoli impoveriti e marginali, con una resa media annua di 3 t/ha di sostanza secca contro meno di 1 t/ha per i cereali.

Coltura relativamente poco esigente che consente a milioni di piccoli agricoltori di sfamare le proprie famiglie, si adatta a quasi tutti i tipi di rotazioni e sequenze di colturecite-ref-33[33] e di consociazioni e può essere coltivata in sistemi estremamente diversi. Essa consente una grande flessibilità nell'impiego di mwagcmanodopera e nell'allocazione delle risorse in generale. Ciò rende la manioca molto adatta alle strategie di mwagggestione del rischio degli agricoltori che, in sistemi colturali caratterizzati da basso impiego di manodopera, devono fare i conti con suoli a bassa fertilità e condizioni climatiche, economiche e politiche altamente incerte. Inoltre, la raccolta è molto plastica e dura da sei a ventiquattro mesi, rendendo quindi le radici disponibili tutto l'anno e garantendo così una buona produzione per i periodi di magra, ad esempio prima del nuovo raccolto di cereali. Oltre alla radice, le famiglie coltivatrici ricavano combustibile dai fusti e foraggio dalle foglie. In alcune regioni (Africa, America Latina), anche le foglie giovani sono una fonte significativa di mwagkproteine e di mwagovitamine.

Capace di fornire un importante contributo alla sicurezza alimentare e alla riduzione della mwagwpovertà, è sempre più parte di una catena del valore orientata all'approvvigionamento delle mwag0città e dell'industria. Di fronte ai cambiamenti globali e in particolare al mwag4riscaldamento globale, questa pianta ha caratteristiche di resilienza che potrebbero aumentare ulteriormente la sua importanza nei paesi tropicali.

All'interno delle famiglie coltivatrici, che forniscono il grosso della produzione almeno in Africa, uomini e donne svolgono ruoli diversi, ma hanno un potere decisionale diseguale, nonché differenze nell'accesso e nel controllo delle risorse produttive agricole. Come risultato di queste differenze, le loro opinioni, bisogni e priorità per migliorare il loro potenziale produttivo differiscono e ciò potrebbe influire negativamente sullo sviluppo delle attivitàcite-ref-cassava-development-in-nigeria-30-1[30]cite-ref-gender-participation-and-constraints-31-1[31].

Usi

Impiego alimentare

Preparazione

La radice di manioca può essere cucinata in una grande varietà di modi, molti dei quali identici a quelli impiegati per le mwaiqpatate. La si può mangiare bollita, eventualmente schiacciata in forma di mwaiupurè; dopo la bollitura o la mwaiycottura a vapore può essere affettata o ridotta in piccoli pezzi e fritta come le mwaicpatatine o arrostita come le patate al forno.

La manioca può essere anche pestata in impianti tradizionali, chiamati mwaikmwaiocasas de farinha per ottenere una mwaisfecola o mwaiwfarina insapore nota come mwai0tapioca, simile al mwai4sago, che ha diversi impieghi; la si può utilizzare per creare un dolce simile al mwai8budino di mwajariso, o per realizzare alimenti simili al pane e altri derivati della farina di mwajegrano. Per questo motivo, la tapioca (o farina di manioca) compare fra gli ingredienti di molti prodotti mwajidietetici pensati per le persone affette da mwajmceliachia o altre forme di intolleranza al mwajqglutine. Dalla polpa della radice di manioca, schiacciata e fatta fermentare, si possono ottenere anche bevande alcoliche.

Piatti tradizionali

Caraibi

In diversi paesi dei mwajgCaraibi con la mwajktapioca si produce un alimento simile al mwajopane, chiamato mwajscasabe in mwajwRepubblica Dominicana e mwaj0Porto Rico; a mwaj4Haiti lo si mangia con mwaj8burro di arachidi o mwakalatte, in Porto Rico con mwakeolio e mwakiaceto. La farina di manioca viene usata anche per fare alcune varianti locali della mwakmempanada: due esempi sono la mwakqcatibía dominicana e le mwakupasteles portoricane, ripiene di manzo, pollo o maiale (un piatto tipicamente mwakynatalizio). In mwakcGiamaica con la tapioca si realizza il tradizionale mwakgmwakkbammy, un pane basso originariamente tipico dell'etnia mwakoarawak. Altre ricette caraibiche a base di tapioca sono la mwaksmusa (o mwakwmoussa) haitiana (fatta con tapioca bollita), il mwak0sancocho dominicano (un bollito misto di verdure) e le mwak4arepitas de yuca dominicane (fettine di radice di manioca fritte).

America centrale

In mwaleEl Salvador, mwaliCosta Rica e altri paesi dell'America centrale la manioca (chiamata mwalmyuca) viene usata per preparare mwalqzuppe, bollita o fritta. Fra i piatti tipici salvadoregni a base di manioca si possono citare la mwaluyuca frita con chicharrón (manioca fritta nell'olio servita con una salsa chiamata mwalycurtido e carne di maiale o sardine) e il mwalcpan con pavo, un panino fatto con farina di manioca, di forma simile a una mwalgbaguette, farcito con carne di mwalktacchino marinata. In Costa Rica sono molto diffusi panini di manioca con carne di maiale e mwalolime. A mwalsPanama si mangia un panzerotto fritto di farina di manioca ripieno di carne speziata, che prende il nome di mwalwcarimanola. In mwal4Nicaragua la manioca si usa in almeno tre ricette tradizionali: il mwal8mwamaVigorón, i mwamebuñuelos e il mwamivaho.

Sudamerica

In mwamuBolivia la manioca (anche qui chiamata mwamyyuca) si mangia in moltissimi modi. Fritta viene spesso accompagnata con una salsa piccante nota come mwamcllajwa, mwamgformaggio, o mwamkchoclo (mwamomais essiccato). I piatti tipici mwamsbrasiliani in cui si impiega la manioca (qui chiamata mwamwmandioca, mwam0macaxeira o mwam4aipim a seconda delle zone) sono moltissimi: dalla mwam8vaca atolada (un bollito di carne e manioca) al mwanapirão (pezzetti di pesce cotti nella farina di manioca, mwanefarinha de mandioca), al mwanimwanmpão de queijo (un pane al formaggio); cotta da sola, la farina di manioca viene chiamata mwanqmwanufarofa, e costituisce uno degli elementi principali dell'alimentazione quotidiana del brasiliano medio. Sempre in Brasile la manioca bollita viene usata per fare un mwanybudino dolce molto popolare. In mwancColombia con la manioca si fa il mwangsancocho (come a Santo Domingo), un tipo di pane chiamato mwankpandebono, un panzerotto chiamato mwanobollo de yuca, servito con mwansburro e formaggio, e un dessert a base di manioca, mwanwanice, mwan0zucchero e mwan4marmellata di mwan8guava detto mwaoaenyucado. In mwaoeEcuador la manioca viene mangiata bollita o affettata e fritta (mwaoiyuquitos), e diversi tipi di pane e panzerotto come i mwaombolitos de yuca (in genere ripieni di formaggio). La popolazione Pano, Arawac e Tupi-Guarani del mwaoqRio delle Amazzoni dalla manioca ricava una bevanda fermentata chiamata mwaoumasato. Nel mwaoyParaguay la manioca si mangia a tutti i pasti, in genere bollita o nella forma di mwaocmwaogchipa (un pane al formaggio che si prepara nelle festività). Nel mwaokVenezuela si trova lo stesso pane di manioca di Santo Domingo, il mwaoocasabe; qui viene però solitamente cotto più a lungo, fino a raggiungere la consistenza dei mwaoscracker, eccetto quando lo si usa per fare panini (come il mwaownaiboa). In alcuni paesi (per esempio nella mwao0Guyana) il succo della manioca amara viene bollito fino a fargli raggiungere la viscosità di uno mwao4sciroppo e poi insaporito con mwao8spezie; la salsa che se ne ottiene, nota come mwapacassareep, serve come base per la preparazione di diverse salse e condimenti, ed è alla base di uno dei piatti nazionali della Guyana, il mwapipepperpot guyanese.

Africa

In mwapsNigeria, mwapwSierra Leone e altri paesi dell'mwap0Africa occidentale, la manioca viene solitamente pelata, schiacciata, lasciata fermentare, fritta e quindi messa a bollire in acqua, fino a formare una pastella spessa; questa ricetta prende il nome di mwap4garri o mwap8eba. In Sierra Leone vengono usate come alimento anche le foglie della pianta; vengono lavate ripetutamente per renderle meno amare, e poi pestate insieme con l'mwaqaolio di palma per realizzare una salsa. In mwaqeAfrica centrale la manioca viene generalmente bollita e poi pestata in una sorta di mwaqipurè o mwaqmporridge chiamato mwaqqmwaqufufu o mwaqycuscuscite-ref-34[34], che viene talvolta poi ulteriormente elaborato (per esempio mischiato a spezie e poi cotto); viene anche cucinata alla griglia dopo essere stata marinata per alcuni giorni in acqua salata. Nell'Africa mwaqsswahili, dove la manioca è nota come mwaqwmihogo, la si fa soprattutto fritta a pezzetti, talvolta con una salsa chiamata mwaq0pilipili, ottenuta dalla cottura di peperoncini piccanti in mwaq4olio di palma. Nelle campagne si prepara un porridge di manioca, che viene chiamato mwaq8mwaraugali in mwareTanzania, mwarinshima in mwarmZambia e mwarqmwanga dai mwaruKikuyu del mwaryKenya. In mwarcRepubblica Centrafricana esiste una grande varietà di ricette basate sulla manioca, che viene usata anche per fare pane e mwargbiscotti. Anche in questa zona dell'Africa si mangiano anche le foglie della pianta, dopo averle bollite a lungo per eliminarne le proprietà tossiche; il sapore di questo piatto, chiamato mwarkmwarogozo nella lingua sango, è simile a quello degli mwarsspinaci. Un piatto tipico della mwarwCosta d'Avorio a base di polpa fermentata di manioca grattugiata o fatta a granelli è l'mwar0attiéké, spesso servito come accompagnamento di carni mwar4stufate.

Asia

In mwaseIndia la manioca si mangia spesso con piatti al mwasicurry, insieme con pesce o carne; due esempi sono il mwasmkappayum meenum (letteralmente "manioca con pesce") e il mwasqkappa biriyani ("manioca con carne"), molto popolari nello stato di mwasuKerala. In mwasyIndonesia la manioca si chiama mwascsingkong e viene bollita, fritta o cotta al forno; fermentandola e mischiandola con lo zucchero si ottiene una mwasgbevanda alcolica di colore verde chiamata mwaskes tape. A mwasoGiava si mangia un piatto a base di radice di manioca essiccata chiamato mwassgaplek, ma anche le foglie della pianta sono usate in molte ricette: per esempio nel mwaswgulai daun singkong (foglie di manioca in latte di cocco), nellmwas0'mwas4urap (un'insalata mista) e nel mwatabuntil (un involtino vegetariano). Nelle mwateFilippine la manioca viene bollita con lo zucchero e usata per fare torte e altri dolci.

Prodotti derivati


Altri usi

La manioca ha applicazioni nella medicina tradizionale di alcuni dei paesi in cui è coltivata. Le radici delle varianti amare sono usate per trattare la mwatgdiarrea e la mwatkmalaria.

Le foglie possono essere impiegate come mwatsanalgesici e per ridurre l'mwatwipertensione. I mwat0cubani impiegano la manioca nel trattamento dei sintomi della mwat4sindrome del colon irritabile.

In moltissimi paesi (per esempio mwauaThailandia, mwaueCina, mwauiNigeria e mwaumBrasile) i tuberi e i fusti della manioca sono usati come alimento per gli animali da mwauqallevamento. I fusti vengono raccolti in fase giovanile (dopo tre - quattro mesi di crescita) quando hanno raggiunto una altezza di circa 30÷45mwauu cm. Vengono poi fatti essiccare al sole per uno o due giorni fino a quando il contenuto finale di materia secca si avvicina all'85%. Questo materiale ha un alto contenuto di proteine (20÷27mwauy %) e di tannini condensati (1,5÷4mwauc %) ed è considerato una buona fonte di crusca per i ruminanticite-ref-35[35].

In mwaveRepubblica Centrafricana la manioca viene anche utilizzata per realizzare una sorta di mwavivernice utilizzata per imbiancare le pareti esterne degli edifici.

La manioca è anche un ingrediente di molti appretti per inamidare durante la stiratura, disponibili in commercio.

In diversi paesi sono stati avviati progetti di ricerca per valutare i possibili impieghi della manioca per la produzione di mwavubiocarburante.

Tossicità potenziale

Presenza di sostanze cianiche

Le radici di manioca, le bucce e le foglie non devono essere consumate crude poiché contengono mwavoglicosidi cianogenici, mwavslinamarina e lotaustralina. Questi vengono decomposti dalla linamarasi, un mwav4enzima della manioca che libera mwav8acido cianidrico (HCN)cite-ref-cereda-36-0[36]. Le varietà di manioca sono spesso categorizzate come "dolci" o "amare", significando rispettivamente prive o contenenti glicosi cianogenici. Le mwawqcultivar delle cosiddette "dolci" (effettivamente non amare) possono produrre qualcosa come 20mwawu milligrammi di mwawycianuro (CN) per chilogrammo di radici fresche, mentre quelle "amare" possono produrne più di 50mwawc volte tanto (1 g/kg). Le radici di manioca cresciute durante la siccità hanno un tasso particolarmente elevato di queste tossinecite-ref-37[37]cite-ref-38[38]. Una dose di 25mwaxa mg di glucoside cianogenico di pura manioca, che contiene 2,5mwaxe mg di cianuro è sufficiente a uccidere un topocite-ref-39[39]. Si sa che un eccesso di cianuro residuo da una preparazione non adeguata di manioca causa un'intossicazione acuta di cianuro, e il mwaxygozzo, ed è stato associato all'mwaxcatassia (una patologia neurologica che colpisce la capacità di camminare, conosciuta anche come mwaxgmwaxkkonzo)cite-ref-40[40].

Esso è stato anche associato alla pancreatite tropicale calcifica nelle persone, che conduce alla pancreatite cronicacite-ref-41[41].

I sintomi di intossicazione acuta da cianuro compaiono quattro o più ore dopo l'ingestione di manioca grezza o male trattata: vertigine, vomito e collasso. In alcuni casi la morte sopraggiunge entro un paio d'ore. L'intossicazione può essere facilmente trattata con iniezioni di mwayqtiosolfato (che rende lo zolfo disponibile all'organismo del paziente per disintossicarlo convertendo il velenoso cianuro in tiocianato)cite-ref-42[42].

«L'esposizione cronica a bassi livelli di cianuro è associata allo sviluppo del gozzo e all'atassia neuropatica tropicale, un'indisposizione che danneggia i nervi e rende una persona instabile e scoordinata. Grave avvelenamento da cianuro, particolarmente durante le carestie, è associato con l'epidemia di disturbi debilitanti e paralizzanti irreversibili denominati mwayokonzo e in alcuni casi anche la morte. L'incidenza del konzo e della neuropatia atassica tropicale può raggiungere, in certe zone, anche il tre per cento.»cite-ref-43[43]cite-ref-44[44].

Durante la carestia in mwazqVenezuela alla fine degli anni 2010, si sono verificate dozzine di decessi dovuti al ricorso dei venezuelani al cibo costituito da manioca "amara" per sopperire alla carestiacite-ref-45[45]cite-ref-46[46].

Le società che si nutrono abitualmente di manioca sanno in genere che questa deve essere sottoposta a qualche processo (ammollo, cottura, fermentazione, ecc.) per evitare di intossicarsicite-ref-47[47]. Un ammollo breve (quattro ore) della manioca non è sufficiente, ma uno di 18–24 ore può rimuovere fino alla metà del contenuto in cianuro. Anche l'essiccazione può non essere sufficientecite-ref-48[48].

Per alcune radici piccole delle varietà "dolci" la cottura è sufficiente a eliminare la tossicità. Il cianuro viene rimosso nella preparazione in acqua e le quantità prodotte a seguito del consumo domestico sono troppo piccole per avere un impatto ambientalecite-ref-cereda-36-1[36]. Le radici grosse delle varietà "amare" usate per produrre farina o amido devono subire un processo di eliminazione del cianuro. Le grosse radici vengono pelate e macinate in farina, che viene immersa in acqua, spremuta poi più volte fino ad asciugarla e riscaldata a temperatura opportuna. I grani di amido che galleggiano in superficie durante il processo di ammollo vengono usati nella cotturacite-ref-49[49]. La farina viene utilizzata in tutto il mwa08Sudamerica e nei mwa1aCaraibi. La produzione di farina di manioca, anche a livello di attività di nicchia, può generare una quantità sufficiente di cianuro e glicosidi cianogenici negli scarichi da provocare un grave impatto ambientalecite-ref-cereda-36-2[36].

Preparazione del cibo

Un metodo di procedimento sicuro, noto come mwa1swetting method è quello di miscelare farina di manioca e acqua formando una pasta spessa e quindi lasciare quest'ultima all'ombra per cinque ore in uno strato sottile allargato su un cestocite-ref-fca-50-0[50]. In questo tempo circa l'83% dei mwa2aglicosidi cianogeni sono decomposti dalla linamarase; il risultante acido cianidrico si disperde nell'atmosfera, rendendo sicura per il consumo la farina nella sera stessacite-ref-fca-50-1[50].

Il metodo tradizionale in uso nell'Africa occidentale è quello di pelare le radici e metterle in acqua per tre giorni a fermentare. Le radici quindi in mwa2yCosta d'Avorio vengono essiccate o cotte. In mwa2cNigeria e in numerosi altri paesi africani, tra cui il mwa2gGhana, il mwa2kCamerun, il mwa2oBenin il mwa2sTogo, la mwa2wCosta d'Avorio e il Burkina Faso, le radici vengono abitualmente grattugiate e fritte leggermente in olio di palma per preservarle. Ne risulta un alimento chiamato mwa20mwa24garri. La fermentazione è anche usata in altri paesi come l'mwa28Indonesia, producendo pani detti mwa3amwa3etapai. Il processo di fermentazione riduce anche il livello di mwa3icomposti antinutrizionali e rende così la cassava un cibo più nutrientecite-ref-51[51].

L'assegnamento sulla manioca come fonte alimentare e la conseguente esposizione agli effetti mwa3ggoitrogeni del mwa3ktiocianato è stato responsabile per l'affezione endemica del mwa3ogozzo, riscontrata nella zona degli Akoko nel sudovest della Nigeriacite-ref-52[52]cite-ref-53[53].

Un progetto chiamato "BioCassava Plus" utilizza la bioingegneria per coltivare la manioca con un più basso tenore di glicosidi cianogeni insieme con il mwa4urafforzamento alimentare con mwa4yvitamina A, mwa4cferro e mwa4gproteine per migliorare la nutrizione delle popolazioni dell'mwa4kAfrica subsaharianacite-ref-54[54]cite-ref-55[55].

Avversità

In mwa5qAfrica, i principali nemici delle coltivazioni di manioca sono tradizionalmente la mwa5ucocciniglia mwa5yPhenacoccus manihoti e l'mwa5cacaro mwa5gMononychellus tanajoa, che fino agli mwa5kanni settanta-mwa5oottanta erano responsabili dell'80% delle perdite di piante; importanti progressi nella lotta a questi infestanti sono stati raggiunti negli ultimi decenni dal Biological Control Centre for Africa.

Il virus del mosaico della manioca è un virus simile a mwa5wquello del tabacco, e trasmesso da alcune specie di insetti. Negli mwa50anni ottanta ha cominciato a diffondersi a partire dall'mwa54Uganda una mwa58mutazione del virus che è risultata essere ancora più dannosa; oggi questa mutazione affligge le coltivazioni di Uganda, mwa6aRuanda, mwa6eBurundi, mwa6iRepubblica Democratica del Congo e mwa6mRepubblica del Congocite-ref-56[56]cite-ref-57[57].

Note

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Collegamenti esterni

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